COME NASCE UNA COLLEZIONE / 1

COME NASCE UNA COLLEZIONE / 1

Beh, ieri ho scritto di che cosa e di chi avrei parlato in questo quaderno di appunti virtuale, per cui oggi inizierò subito a scrivere qualcosa di me e di come lavoro.

STILE , PRODOTTO E BRAND

Quando si parla di professioni creative , specialmente nella moda, si deve sempre considerare la stretta correlazione esistente tra processi creativi e processi industriali.
Lo stile infatti serve a produrre un significato, un valore immateriale che verrà poi reso materiale da un procedimento industriale.
Ma che cosa dà più valore alla collezione? La manifattura? Il design? Dopo diversi anni , tante sdentate e qualche muro preso in faccia , posso dire che l’unico valore reale è il brand.

Il prodotto moda per natura ha funzione comunicativa, di appartenenza e di relazione interpersonale, in cui il prodotto, ovvero la parte materiale, assume importanza solamente grazie al valore che le persone danno a quel marchio.

Per cui quando io inizio a progettare una collezione, devo tenere presente che cosa si aspetta il mio pubblico, che cosa cerca nel marchio che sto disegnando.  Non voglio piacere a tutti, non me ne frega un cazzo, ma voglio che i clienti che mi seguono, non vedano l’ora di mettersi addosso qualcosa di mio, voglio che si sentano parte di questa cazzo di tribù un po’ underground alla quale mi rivolgo .

Il mio obiettivo è stimolarli, stagione dopo stagione, a ritrovare gli elementi portanti del brand, ma nel stesso tempo stupirli e dare qualcosa che non si aspettano. Voglio la mia nicchia di clienti, e voglio che sbavino. “ Un po’ di tutto, un po’ per tutti” lo lascio ad altri, che saranno sicuramente più ricchi di me, porca puttana!!

Osservare, carpire, immagazzinare e poi  tradurre un pensiero in un’idea, fino a trasformarla in realtà e  comunicare un messaggio.

Il mio compito può essere sintetizzato in questo mix di parole. Creatività, inventiva e manualità sono le tre componenti fondamentali che contribuiscono a dare ad ogni tassello il proprio ordine logico, dal quale prenderà vita un prodotto finito capace di racchiudere tutta l’energia, la fatica e il valore di chi l’ha creato.

Ora, ci sono tre elementi da considerare quando si progetta una collezione nuova:

  • Previsione : bisogna recepire, interpretare e anticipare i trend derivanti di mercato.
  • Progettazione: devo far sì che il design incorpori i segnali di previsione mantenendo però l’identità di marchio.
  • Industrializzazione: bisogna porsi il problema della realizzazione dei capi, dell’effettiva riuscita delle idee proposte.

La creatività coinvolge tutti i cinque sensi, per cui ispirazione e idee derivano dalla continua e quotidiana contaminazione tra arte, natura, architettura, design , musica, sub-culture.

La prima fase che porta ad una nuova collezione è fatta infatti di sguardi, ricerche, viaggi ore passate ad ascoltare musica, giornate intere a guardare quello che succede intorno a te, con la testa sveglia a ad aspettare l’idea giusta.

La nuova collezione è fatta di tanti step, ma il primo e fondamentale è quello di osservare e lasciarsi catturare da ciò che attrae la nostra curiosità .

Nel momento poi in cui ci troveremo un foglio bianco davanti, potremo iniziare a sviluppare il nostro moodboard.

Fashion designer significa  trasferire tutta la raccolta di input, informazioni, schizzi, pensieri, colori, suoni nel look vero e proprio.

Il prossimo step è quello degli schizzi dei capi e dei prototipi, ma di questo parleremo in un altro momento.

E anche per oggi è tutto.

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