COME FACCIAMO A BERLINO

COME FACCIAMO A BERLINO

 E se aprissi una serie di shop in shop in Italia ?

Ora,  chi mi conosce personalmente e lavorativamente, sa quanta influenza abbia su di me l’ambiente berlinese.

Mi piace la storia che si respira, il contrasto evidente tra passato di sofferenza e ricerca di un’occidentalizzazione a volte troppo marcata. Amo le location, espressione ultramoderna di riciclo di ambienti industriali, ma soprattutto adoro tutta la moda, un po’ distante dai trend all’ultimo grido. Sì, perché Berlino ancora veste underground, veste street con influenze avantgarde. Questa per me, è la manna dal cielo, è quella città dove il mio brand ha maggior successo.

Fatta questa premessa, giusto per attirare un po’ di like, vorrei scrivere di come gestisco il marchio a Berlino.

Siyah by Tomas Lanza è in vendita nello store LNFA, acronimo di Live Network Fashion & Art , presso il Bikini Berlin nella zona Kufunsterdamm, una delle principali vie dello shopping nella capitale tedesca.

SHOP IN SHOP

Arrivo al punto: la formula SHOP in SHOP è la formula di collaborazione che abbiamo adottato io e Sevil, la proprietaria dello store.

E che cazzo è, mi chiederai? Mo’ te lo spiego e ti dico perché mi piace.

Siccome oggi ho tempo, ti faccio una premessa della situazione dei negozi in Italia.

Ti prendo come esempio la stagione in arrivo, PE2018.

La collezione PE2018 sarà lanciata il prossimo giugno 2016 ed esposta in showroom fino a fine settembre. I clienti quindi verranno in showroom, saranno bombardati da venditori che vogliono appioppare loro qualsiasi cosa pur di strappare la provvigione e mostreranno 4-5 collezioni ogni volta. Chiaramente questi poveri negozianti dovranno pur comprare qualcosa, quindi confermeranno i marchi di riferimento dei loro negozi e inseriranno qualche nuovo brand per vedere se hanno trovato qualcosa che funziona, altrimenti lo abbandoneranno la stagione dopo.

Beh? E quindi che c’è di strano? Ora ci arrivo.

In un mese di campagna vendite intensiva, siamo sicuri che tutti i buyer riescano ad azzeccare con esattezza che cosa si venderà l’anno successivo? E soprattutto, siamo sicuri che il negozio venderà tutto quello che hanno comprato? Per esperienza diretta , ti dico NO!

LA CRISI STOCAZZO!

Con questa frase ti ho già bloccato la stronzata della crisi. Certo che se te ne stai in negozio ad aspettare i clienti e ti lamenti della crisi, non vendi di sicuro. Se tu come negozio non proponi nulla di diverso dal fenomeno del momento, sei omologato a tutti e devi schiattare. Se la tua forza è quella di abbassare i prezzi, prima o poi per vendere, dovrai fare un pompino ai clienti.

Ma io, come brand, come posso aiutarti? Come posso risolverti un problema?

Come ti dicevo, la realtà è che quando la merce arriva in negozio, tante volte ti accorgi che la moda è cambiata così rapidamente che quei pezzi su cui puntavi sono già fuori tempo. Oppure che hai comprato sull’onda dell’entusiasmo o sfinito dell’agente di turno, ma che i tuoi clienti non sono ricettivi. Per cui, inizi la storia della crisi, la gente che non compra , il marchio che on si vende e cagate così.

Bene, io dico che se Balenciaga vende una replica della borsa Ikea a 1700 €, ci stiamo solo raccontando una serie di cazzate.

A BERLINO FACCIAMO COSI’

Adesso ti dico cosa vorrei fare io in Italia e che già faccio a Berlino e a Ibiza.

SHOP IN SHOP, un negozio nel negozio. Gestito insieme da me e dallo store stesso.

Ti spiego brevemente come funziona per step:

  • La prima cosa che faccio è una consulenza con lo store di quella che deve essere l’immagine del brand, della comunicazione che insieme faremo e, approfonditamente, di cosa inserire.
  • Io e il negozio inseriamo una partnership per cui facciamo un inserimento impattante del marchio, a rischio zero per il cliente, che non si espone fino a che non comincia a vendere.
  • Io e il mio nuovo partner definiamo le percentuali che spettano a me e a lui sul venduto al cliente finale.
  • In fase di consulenza, definiamo un piano strategico di marketing da portare avanti insieme,  sfruttando i canali social e di pubbliche relazioni per comunicare il brand e lo store.
  • Ogni 2-3 settimane faccio un meeting con Sevil, da vivo o via Skype, in cui analizziamo l’andamento del marchio, vediamo quali sono i best seller e quali prodotti non funzionano.
  • Il mio impegno verso questi Shop in Shop, consiste nel togliere la merce che non sta funzionando e rimpiazzarla con merce nuova o che si vende bene. Inoltre creiamo appositamente delle offerte specifiche sulla merce difficoltosa alla vendita attraverso la lista clienti che i negozi mettono a disposizione.

ZERO RISCHI, PIENA GARANZIA

Lo so che sembra troppo bello per essere vero, ma ti assicuro che se impostato bene sin da subito, i risultati sia in termini economici che di immagine sono molto più importanti che una semplice vendita fatta all’italiana del tipo: ordini, mi paghi, ti spedisco e ci vediamo tra 6 mesi.

Siyah ha un sellout estremamente alto, per cui sono talmente sicuro di quello che ho fatto già a Berlino, che mi piacerebbe introdurre questa formula anche in Italia.

A breve imposterò il progetto e lo comunicherò solo ad alcuni negozi selezionati .

Vedremo che effetto farà questa idea.

Per adesso, passo e chiudo

 

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